{"id":321,"date":"2024-05-15T08:46:34","date_gmt":"2024-05-15T08:46:34","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=321"},"modified":"2024-05-25T08:54:22","modified_gmt":"2024-05-25T08:54:22","slug":"vita-e-sopravvivenza-delle-sale-art-house-in-ticino-cb-15-05-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=321","title":{"rendered":"Vita e sopravvivenza delle sale art-house in Ticino &#8211; CB &#8211; 15.05.2024"},"content":{"rendered":"<p><b>Tra dibattiti sugli spazi culturali, proposte politiche e difficolt\u00e0 varie, gettiamo uno sguardo sulle strategie che permettono a tre esercenti ticinesi di continuare la propria attivit\u00e0 cinematografica.<\/b><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/cinebulletin.ch\/fr_CH\/cb-545-mai-2024\/programmkinos-im-tessin\">di Chiara Fanetti (CB 15 maggio 2024)<\/a><\/strong><\/p>\n<p>A Zurigo a fine 2023 Citt\u00e0 e Cantone hanno stanziato quasi 600\u2019000 franchi per salvare le sale gestite da Neugass Kino AG e da Arthouse Commercio Movie AG (quest\u2019ultima in meno di sei mesi ha dovuto chiudere due cinema). A sbloccare questi fondi \u00e8 stata la convinzione che la fine dell\u2019attivit\u00e0 di altre sale avrebbe avuto un grosso impatto sull\u2019offerta culturale zurighese, dato che molti film indipendenti, sperimentali e anche svizzeri non sarebbero stati proiettati da nessun\u2019altra parte. A fronte dello scenario preoccupante riguardo lo stato di salute delle sale cittadine, lo sforzo delle istituzioni mostra un punto di vista incoraggiante: la percezione della sala cinematografica come luogo culturale per la societ\u00e0 e per il territorio.<\/p>\n<p>Un concetto simile \u00e8 alla base della riapertura a Losanna dello storico Capitole, sopravvissuto grazie all\u2019acquisto da parte della Citt\u00e0 e alla gestione della Cineteca svizzera, ma anche di una realt\u00e0 pi\u00f9 piccola come il Cinema Teatro Blenio di Acquarossa, che beneficia del sostegno di contributi pubblici e associazioni, nonch\u00e9 del supporto di un\u2019intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Tendenzialmente per\u00f2 per le sale art-house e le realt\u00e0 estranee alle grandi catene, \u00e8 necessario trovare strategie specifiche che rendano sostenibile un esercizio commerciale &#8211; il cinema &#8211; che solo commerciale non \u00e8.<\/p>\n<p><b>Collaborazioni con citt\u00e0, comuni e istituzioni culturali<\/b><\/p>\n<p>\u00abNoi sopravviviamo perch\u00e9 paghiamo un affitto di favore al comune, simbolico per quelli che sono gli spazi. \u00c8 una situazione che ci permette di stare a galla bene e sappiamo che se siamo in difficolt\u00e0 possiamo chiedere una mano\u00bb. A parlare \u00e8 Joel Fioroni, che dal 2018 gestisce il Lux Art House (di propriet\u00e0 del comune di Massagno) con la sua JFC sagl, societ\u00e0 che dal 2022 si occupa anche del Cinema Iride, 80 posti in centro a Lugano di propriet\u00e0 della Fondazione Maghetti. Anche in questo caso l\u2019accordo \u00e8 basato su una pigione di favore ma con un discorso culturale di fondo e qualche paletto da rispettare sui titoli in cartellone, essendo la fondazione legata alla Chiesa. Una conduzione su due sale che sta dando buoni risultati, anche grazie alle collaborazioni che Fioroni ha sviluppato con istituzioni culturali (LAC, Museo d\u2019Arte della Svizzera Italiana e Museo delle Culture) e con le attivit\u00e0 promosse dalla citt\u00e0, che ora hanno spostato le proiezioni all\u2019Iride: \u00abbisognava fargli capire che ci sono realt\u00e0 esperte gi\u00e0 operative nel campo del cinema, realt\u00e0 che hanno bisogno di queste sinergie. Noi su queste collaborazioni ci campiamo e ci portano nuovo pubblico\u00bb.<\/p>\n<p><b>Creare un circuito, differenziare l\u2019offerta<\/b><\/p>\n<p>Da un anno a questa parte nel Locarnese ha preso vita un piccolo circuito, Onde Cinema, grazie all\u2019esperienza di Antonio Prata, che da tempo si occupa della programmazione dell\u2019Otello di Ascona (monosala di propriet\u00e0 privata), a cui ora si aggiunge quella del Rialto, spazio del Locarno Film Festival con tre sale. \u00abQuesta \u00e8 stata la migliore stagione degli ultimi anni. Ho potuto distribuire titoli particolari su pi\u00f9 sale, in modo prolungato, e ho visto arrivare anche generazioni pi\u00f9 giovani\u00bb, ci dice Prata, \u00abil cinema e la cultura devono riprendersi del tempo, per la creazione ma anche per la distribuzione e la diffusione. Se la gente ha pi\u00f9 tempo per vedere un film si abbona anche pi\u00f9 facilmente. In Ticino dovremmo creare un dialogo maggiore tra esercenti, coordinarci prima tra noi e fare proposte dirette ai distributori\u00bb.<\/p>\n<p>Il cinema in fondo \u00e8 sempre legato alle scelte che fa il pubblico. Lo pensa Luca Morandini, distributore e gestore del Cinema Multisala Teatro di Mendrisio, quattro sale di propriet\u00e0 della sua famiglia da cinque generazioni. \u00abAl pubblico se non dai non ricevi. Abbiamo provato ad essere sempre all\u2019avanguardia, aggiornando costantemente tecnologia e comfort. Il pubblico ora segue generi diversi e bisogna avere pi\u00f9 sale per far fronte a queste esigenze\u00bb. La prova si trova nella programmazione stessa dello storico cinema, che propone un mix tra film commerciali e d\u2019essai. A questo si affiancano gli eventi, le proiezioni estive all\u2019aperto (pi\u00f9 di 120 annualmente) e la distribuzione: un\u2019ottimizzazione di costi e risorse, un progetto imprenditoriale a conduzione familiare completamente autosufficiente.<\/p>\n<p>Locarnese, Luganese e Mendrisiotto: tre esempi in cui si sono raggiunti dei fragili equilibri, dove la suddivisione delle proposte tra sale \u00e8 fondamentale, visto il bacino d\u2019utenza limitato e la prossimit\u00e0 con l\u2019Italia, e dove le scelte si prendono anche posizionandosi diversamente rispetto alle grandi catene.<\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 spazio per un nuovo Corso?<\/b><\/p>\n<p>Ciclicamente a Lugano ricompare un tema: la riapertura del cinema Corso. Opera dell\u2019architetto Rino Tami, inaugurato nel 1956, il Corso \u00e8 un gioiello tutelato dalla Legge cantonale sulla protezione dei beni culturali ma \u00e8 fermo nella sua attivit\u00e0 cinematografica da molti anni. \u00c8 una grande sala singola (pi\u00f9 di 500 posti) che non ha mai effettuato il passaggio al digitale, una \u2018cattedrale\u2019 in pieno centro citt\u00e0 che si rianima solo in occasione del Film Festival dei Diritti Umani, dieci giorni l\u2019anno. Ad inizio aprile &#8211; poco prima delle elezioni comunali &#8211; un\u2019interrogazione interpartitica dell\u2019ala di sinistra ha riattivato il discorso intorno alla sala, chiedendo al Municipio di intervenire per sostenerne la riapertura, con un\u2019acquisizione o tramite la collaborazione con privati. Un nobile intento che per\u00f2 non tiene conto del grosso investimento iniziale, dei costi di gestione e non da ultimo dell\u2019opinione dei proprietari, la stessa famiglia Tami.<\/p>\n<p>L\u2019ipotetico inserimento sulla scacchiera luganese di una sala simile ha suscitato diverse riflessioni. Per Fioroni \u00abriaprirla sarebbe un sogno, ma se non c\u2019\u00e8 qualcuno che tiene ordine tra la programmazione delle sale si rischia una guerra senza vincitori. Se la citt\u00e0 cercasse un guadagno da chi pu\u00f2 permettersi un grosso affitto si entrerebbe in dinamiche molto diverse\u00bb. Per Morandini \u00e8 una sala \u00absovradimensionata per un\u2019attivit\u00e0 regolare su quel territorio e il pubblico si dividerebbe. Nell\u2019ambito istituzionale e culturale potrebbe giocarsi le sue carte, con eventi puntuali di richiamo per il pubblico, per coprire parte delle spese. Sarebbe pi\u00f9 una scelta politica\u00bb. Pi\u00f9 positivo Antonio Prata: \u00abnon si pu\u00f2 aprire uno spazio del genere senza pensare ad attivit\u00e0 extra cinematografiche. Bisogna cambiare filosofia di programmazione, queste sono sale che vanno arricchite. Bisogna lavorare con gente esperta e avere una base economica importante. Se Lugano cerca una ripartenza dal punto di vista culturale, questa sarebbe una mossa che la renderebbe pi\u00f9 attrattiva a livello nazionale. Ci sono associazioni che gestiscono questi spazi, non deve per forza farlo un imprenditore\u00bb.<\/p>\n<p><b>Il cinema come luogo di cultura<\/b><\/p>\n<p>Se le istituzioni talvolta considerano i cinema tra i protagonisti del mondo della cultura si pu\u00f2 dire lo stesso della societ\u00e0, del pubblico? In Ticino \u00e8 in corso da mesi un importante discussione sulla disponibilit\u00e0 di spazi, mezzi e autonomia da destinare alla cultura non istituzionale, ma nei dibattiti &#8211; mediatici e non &#8211; sono restati ai margini quei luoghi che gi\u00e0 svolgono specifiche attivit\u00e0 culturali: sale concerti, teatri, cinema. \u00abQuesta cosa mi preoccupa, nella percezione della gente la sala cinematografica rischia di essere vista sempre meno come uno spazio culturale\u201d, ci dice Prata. \u00abSono luoghi dove oggi si potrebbe fare anche altro, non solo proiezioni. Tante cose sono cambiate ma credo che la responsabilit\u00e0 sia anche nostra, collettiva\u00bb. Ci vuole sensibilit\u00e0 e responsabilit\u00e0 anche da parte dei cittadini per seguire questi luoghi e farli vivere. <b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<p>https:\/\/cinebulletin.ch\/fr_CH\/cb-545-mai-2024\/programmkinos-im-tessin<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra dibattiti sugli spazi culturali, proposte politiche e difficolt\u00e0 varie,  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/321","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=321"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/321\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":328,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/321\/revisions\/328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}