{"id":428,"date":"1997-05-28T08:45:54","date_gmt":"1997-05-28T08:45:54","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=428"},"modified":"2024-06-07T08:48:14","modified_gmt":"2024-06-07T08:48:14","slug":"rapporto-al-consiglio-di-stato-del-gruppo-di-studio-centri-socioculturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=428","title":{"rendered":"Rapporto &#8220;Martinoni&#8221; al Consiglio di Stato del gruppo di studio &#8220;Centri SOCIOCULTURALI&#8221; (1997)"},"content":{"rendered":"<p>1.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#1.%20Mandato%20e%20composizione%20del%20gruppo\">Mandato e composizione del gruppo<\/a><br \/>\n2.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#2.%20Modalit%C3%A0%20di%20lavoro%20e%20riunioni\">Modalit\u00e0 di lavoro e riunioni<\/a><br \/>\n3.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#3.%20Considerazioni%20introduttive\">Considerazioni introduttive<\/a><br \/>\n4.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#4.%20Varie%20forme%20di%20risposte\">Varie forme di risposte<br \/>\n<\/a>4.1.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#4.1.%20%20Centri%20giovanili\">Centri giovanili<\/a><br \/>\n4.2.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#4.2.%20Occupazione%20di%20alloggi\">Occupazione di alloggi<\/a><br \/>\n4.3.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#4.3.%20Centri\/associazioni%20con%20attivit%C3%A0%20dedicate\">Centri\/associazioni con attivit\u00e0 dedicate<br \/>\n<\/a>5.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.%20Centri%20socioculturali\">Centri socioculturali<br \/>\n<\/a>5.1\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.1.%20Funzioni\">Funzioni<\/a><br \/>\n5.2\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.2.%20Gestione\">Gestione<\/a><br \/>\n5.3\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.3.%20Ubicazione%20e%20situazione%20logistica\">Ubicazione e situazione logistica<\/a><br \/>\n5.4\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.4.%20Rapporto%20con%20il%20vicinato\">Rapporto con il vicinato<\/a><br \/>\n5.5\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.5.%20Rapporti%20con%20gli%20enti%20pubblici\">Rapporti con gli enti pubblici<\/a><br \/>\n5.6\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#5.6.%20Evoluzione%20dei%20Centri%20socioculturali\">Evoluzione dei Centri socioculturali<br \/>\n<\/a>6.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#6.%20Esperienze%20nelle%20varie%20regioni%20del%20Ticino\">Esperienze nelle varie regioni del Ticino<\/a><br \/>\n7.\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#7.%20Conclusioni\">Conclusioni<br \/>\n<\/a>7.1\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#7.1.%20In%20generale\">In generale<\/a><br \/>\n7.2\u00a0<a class=\"B\" href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#7.2.%20In%20particolare\">In particolare<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"1. Mandato e composizione del gruppo\"><\/a><b>1. Mandato e composizione del gruppo<br \/>\n<\/b>Il Consiglio di Stato in data 8 aprile 1997 istituiva un gruppo di studio composto da:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">Mauro Martinoni, rappresentante Dipartimento dell&#8217;istruzione e della cultura, presidente<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Roberto Sandrinelli, rappresentante Dipartimento delle opere sociali<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Erasmo Pelli, rappresentante del Municipio di Lugano<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Sergio Macchi, rappresentante del Municipio di Viganello<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Mario Asioli, rappresentante del Municipio di Massagno<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Roberto Lurati, rappresentante del Municipio di Canobbio<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Francesco Bonsaver, rappresentante del Centro socioculturale<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Gianni Armi, del Settore attivit\u00e0 giovanili, \u00e8 designato come segretario<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">con l&#8217;incarico di:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">allestire un rapporto conoscitivo sui centri socioculturali di alcune citt\u00e0 svizzere (in particolare di dimensioni modeste): bilancio degli aspetti positivi e negativi;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">fornire indicazioni propositive per l\u2019eventuale insediamento di progetti socioculturali in Ticino;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">coordinare i contatti con le autorit\u00e0 cantonali e comunali competenti.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"2. Modalit\u00e0 di lavoro e riunioni\"><\/a><b>2. Modalit\u00e0 di lavoro e riunioni<br \/>\n<\/b>Il gruppo ha deciso di affidare al proprio segretario il compito di raccogliere le informazione su alcune esperienze di Centri socioculturali in Svizzera privilegiando accanto alle esperienze delle grandi citt\u00e0 (Berna, Ginevra, Losanna) anche esperienze di centri pi\u00f9 piccoli comparabili alle citt\u00e0 ticinesi (Aarau, Bulle, Del\u00e9mont, Wetzikon). L&#8217;ipotesi di poter organizzare una visita non ha potuto essere realizzata per mancanza di tempo.<br \/>\nIl gruppo si \u00e8 riunito a Viganello &#8220;La Mugina&#8221; i giorni 17 aprile, 2 maggio, 15 maggio: la seduta conclusiva si \u00e8 tenuta il 28 maggio all\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana, Lugano.<br \/>\nIl presente rapporto \u00e8 da intendere come documento di lavoro e non esaurisce in nessun modo il tema: pu\u00f2 essere utile, a seconda dell&#8217;evoluzione della situazione, prevedere ricerche di pi\u00f9 lungo respiro sulle varie problematiche toccate.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"3. Considerazioni introduttive\"><\/a><b>3. Considerazioni introduttive<br \/>\n<\/b>Ci sono societ\u00e0 di facile lettura nelle quali i passaggi sono fortemente ritualizzati e l&#8217;assegnazione e assunzione di ruoli sociali avviene in maniera prevedibile, e di regola, non conflittuale<br \/>\nNelle societ\u00e0 complesse questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile: i percorsi per trovare un proprio spazio si allungano, diventano contorti e spesso non pi\u00f9 riconoscibili.<br \/>\nProprio in queste societ\u00e0 si sta facendo strada la richiesta di forme alternative di socialit\u00e0 e produzione, dove i rapporti siano leggibili, dove lo scambio avvenga a un livello riconoscibile e diretto, dove le forme di aiuto siano basati sulla solidariet\u00e0 e non sull&#8217;applicazione di un paragrafo di regolamento. Si parla di azienda civile, di azienda non profit, da contrapporre alla massimizzazione del profitto e all&#8217;accumulo di capitale; oppure di forme di espressione artistiche dove si vuole essere protagonisti &#8211; modesti e sconosciuti &#8211; e non spettatori passivi.<br \/>\nUna di queste forme nuove \u00e8 la realt\u00e0 dei centri socioculturali: sono fenomeni che si possono osservare anche nelle nostre piccole citt\u00e0 svizzere, dove alcuni gruppi di cittadini &#8211; giovani e non pi\u00f9 giovani &#8211; esprimono in modo diverso forme di vita, di socialit\u00e0 e di produzione culturale.<br \/>\nRiteniamo ci voglia da parte di tutti uno sforzo di comprensione e approfondimento: la disoccupazione &#8211; giovanile e non -, l&#8217;impossibilit\u00e0 di prevedere il futuro, lo sforzo di trovare nuove forme espressive ci pongono di fronte a situazioni nuove. Quello che una volta si poteva leggere come richiesta di momenti di tempo libero &#8211; il classico sabato sera di evasione &#8211; diventa ora (per scelta contestatoria della societ\u00e0 o per oggettiva impossibilit\u00e0 di inserimento) luogo di vita e di ricerca di identit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"4. Varie forme di risposte\"><\/a><b>4. Varie forme di risposte<br \/>\n<\/b>Per evitare di cadere in facili confusioni si ritiene opportuno far precedere la descrizione dei Centri socioculturali da alcune precisazioni su altre forme associative che rappresentano risposte valide a una problematica differenziata: si propone una distinzione molto chiara per porre didatticamente alcune polarit\u00e0, pur essendo convinti della possibilit\u00e0 di sovrapposizioni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"4.1. Centri giovanili\"><\/a><b><i>4.1.\u00a0 Centri giovanili<\/i><\/b><br \/>\nSi tratta in genere di offrire uno spazio e un minimo di quadro istituzionale per l&#8217;animazione di attivit\u00e0 per adolescenti e giovani: la forma istituzionale \u00e8 quella dei\u00a0<b>Centri giovanili<\/b>\u00a0con la presenza di un animatore e la proposta di una vasta gamma di attivit\u00e0 in larga parte autogestite.<br \/>\n<i>La comunit\u00e0 &#8211; sia come ente pubblico, sia come privati &#8211; ha riconosciuto l\u2019importanza di questi luoghi di socializzazione nella fase adolescenziale e garantito finanziamenti e messa a disposizione di spazi e risorse.<\/i><br \/>\n<i>In particolare nella regione luganese si sono prese importanti iniziative a Viganello, Centro giovanile, e a Lugano, Ufficio giovani (vedi Allegato A).<\/i><br \/>\n<i>La frequenza dei centri e l\u2019attivit\u00e0 svolta dimostrano che la formula scelta risponde a bisogni reali di un preciso periodo della fase evolutiva (adolescenza e passaggio all\u2019et\u00e0 adulta).<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"4.2. Occupazione di alloggi\"><\/a><b><i>4.2. Occupazione di alloggi<\/i><\/b><br \/>\nRispondono alla richiesta di alloggi di emergenza o alloggi a prezzi bassissimi: sono tipiche di citt\u00e0 con elevati affitti e penuria di alloggi. Rispondono sia alla richiesta di alloggi separati da quello dei genitori o di alloggio proprio per ragioni di studio o di lavoro.<br \/>\nDopo una fase iniziale molto conflittuale, dove l&#8217;occupazione illegale prevale, si sono trovate soluzioni pi\u00f9 o meno ufficiali con contratti di affitto temporanei, accordi diretti con i proprietari, ecc.<br \/>\nLa popolazione giovane pu\u00f2 prevalere, ma non si tratta di una problematica specifica giovanile.<br \/>\n<i>Gli aspetti di emarginazione e contestazione sociale collegati a questa problematica (prezzi degli alloggi, speculazione edilizia, occupazioni violente) hanno reso inizialmente difficile la ricerca di una soluzione concordata: nelle principali citt\u00e0 svizzere l\u2019occupazione di palazzi in attesa di demolizione avviene ora con contratti temporanei di cui si fa garante l\u2019ente pubblico: per una modica cifra viene garantita acqua e corrente con l\u2019impegno di abbandonare lo stabile quando la demolizione diventa attuale. In genere questa &#8220;ritualizzazione&#8221; dell\u2019occupazione ha permesso di regolare un problema altrimenti esplosivo.<\/i><br \/>\n<i>Secondo l\u2019informazione del Servizio sociale cantonale questo non sembra un problema attuale in Ticino: si possono trovare adeguate soluzioni anche per situazioni di emergenza.<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"4.3. Centri\/associazioni con attivit\u00e0 dedicate\"><\/a><b><i>4.3. Centri\/associazioni con attivit\u00e0 dedicate<\/i><\/b><br \/>\nGruppi di cittadini si possono associare per perseguire attivit\u00e0 sociali, culturali o sportive specifiche: si possono immaginare attivit\u00e0 culturali (teatro, cinema) o di servizio (volontariato) o sportivo (palestre, campi di calcio, capanne alpine, piscine ecc.) che raccolgono persone &#8211; giovani o non giovani &#8211; che si riconoscono in un progetto specifico e continuato nel tempo.<br \/>\nLa popolazione giovane pu\u00f2 prevalere, ma non si tratta di una problematica specifica giovanile: la caratteristica \u00e8 data dalla adesione a un progetto specifico.<br \/>\n<i>In particolare le attivit\u00e0 che si inseriscono in una lunga tradizione (sport, scoutismo, musica, teatro, ecc.) non faticano a trovare sicura legittimazione, anche se spesso la possibilit\u00e0 di finanziamento non \u00e8 pari alle aspettative.<\/i><br \/>\n<i>In alcuni casi &#8211; manifestazioni sportive di massa per esempio, o sport rumorosi &#8211; la possibilit\u00e0 di conflitto con i residenti \u00e8 spesso molto acuta.<\/i><br \/>\n<i>Di regola si chiede una parte importante di volontariato e di autofinanziamento, mentre il sostegno pubblico si concentra nella messa a disposizione di determinate strutture e di sussidi complementari.<\/i><br \/>\n<i>Soprattutto nei gruppi piccoli con scarso sostegno finanziario esterno il grado di autonomia \u00e8 molto elevato.<\/i><br \/>\n<i>Analogamente a quanto avviene con i Centri socioculturali autogestiti queste attivit\u00e0 possono funzionare da calamita per frange marginali che utilizzano questo spazio sociale per manifestare il loro disagio (violenza dopo le partire di calcio o hockey, vandalismi, ecc.).<\/i><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5. Centri socioculturali\"><\/a><b>5. Centri socioculturali<br \/>\n<\/b>La realizzazione di un Centro socioculturale risponde alla richiesta di un gruppo costituito che definisce uno o pi\u00f9 progetti socioculturali e promuove la ricerca delle risorse (spazi, mezzi, competenze) per la sua realizzazione.<br \/>\nLa popolazione giovane pu\u00f2 prevalere, ma non si tratta di una problematica specifica giovanile: la caratteristica \u00e8 data dalla volont\u00e0 di formulare e realizzare un progetto sociale o culturale , anche se dai contorni vasti e mutevoli e di tipo alternativo alla &#8220;cultura ufficiale&#8221;.<br \/>\nLa complessit\u00e0 dei progetti presenti nella definizione di un centro socioculturale lo differenzia chiaramente da un centro del tempo libero: pu\u00f2 assumere per certi momenti e per certi prodotti anche questa funzione, ma la caratteristica centrale rimane la creazione di un luogo di produzione e scambi sociali alternativi alle regole di mercato.<br \/>\nIn base alle schede raccolte sulle esperienze in atto in varie citt\u00e0 svizzere e all&#8217;esperienza di Viganello si possono tracciare alcuni schemi generali, premettendo che non esauriscono certamente il tema.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.1. Funzioni\"><\/a><b><i>5.1. Funzioni<\/i><\/b><br \/>\nIn genere convivono una pluralit\u00e0 di funzioni che coprono aree molto vaste; l\u2019elencazione non \u00e8 fatta in ordine di importanza; infatti la priorit\u00e0 assegnata alle varie funzioni pu\u00f2 modificarsi nel tempo a seconda dell\u2019evoluzione della societ\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">autoimprenditorialit\u00e0 (creazioni di posti di lavoro e di occupazioni): rispondono alla logica dell\u2019azienda sociale, azienda cio\u00e8 che pur tendendo al profitto non pu\u00f2 distribuire eventuali utili, ma li deve reinvestire nell\u2019attivit\u00e0 sociale. Si inseriscono nel filone del lavoro &#8220;protetto&#8221; o &#8220;alternativo&#8221;, per categorie di lavoratori che per ragioni varie (invalidit\u00e0, et\u00e0, disoccupazione, scelta ideologica) sono fuori dalla logica della produzione e non sono in grado di competere in una situazione lavorativa tradizionale.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">formazione e autoformazione: organizzazione di attivit\u00e0 formative in vari campi, utilizzando le competenze dei membri dell\u2019associazione.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"justify\">I contenuti possono andare da apprendimenti specifici (arte, lingue, musica) alla riflessione politica sulla vita sociale.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\">gestioni di servizi (mense, bar, ecc.) che possono essere aperte anche all\u2019esterno, nell\u2019ottica della azienda sociale.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">attivit\u00e0 culturali (mostre, teatro, cinema, concerti, ecc.)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">attivit\u00e0 ricreative (giochi,feste, attivit\u00e0 di aggregazione, ecc.).<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Nella definizione degli obiettivi si sottolinea la partecipazione attiva nella creazione della cultura e dei servizi, volendo sottrarsi a una logica di consumo passivo di prodotti (per esempio, musica, concerti dove si ricrea il modello di pochi attori e tanti spettatori passivi): offrire posti di produzione culturale e non posti di consumo di prodotti di divertimento.<br \/>\nI rapporti lavorativi possono essere regolati con forme diverse dal pagamento monetario, per esempio con modelli tipo banca del tempo, dove le varie attivit\u00e0 di servizio vengono scambiate, senza l\u2019intermediario della moneta (sistema di scambio locali, banca del tempo, ecc.).<br \/>\nIn ogni centro socioculturale autogestito l\u2019equilibrio tra il polo sociale e quello culturale \u00e8 diverso e pu\u00f2 variare nel tempo: in alcuni casi un polo prevale chiaramente, portando a precisi profili di attivit\u00e0, pur senza ridursi a un solo interesse monolitico. La disoccupazione giovanile ha provocato un maggior peso dato al polo sociale: il centro diventa un tentativo di trovare una nuova identit\u00e0, anche lavorativa. L\u2019inserimento &#8211; non generalizzato &#8211; di alcune abitazioni non risponde tanto alla carenza pratica di appartamenti, ma sottolinea l\u2019appartenenza, la ricerca di una identit\u00e0.<br \/>\nIn alcuni testi di presentazione ci si trova di fronte alla descrizione di un progetto di villaggio autosufficiente, di sperimentazione di nuovi rapporti sociali, di &#8220;nave&#8221; che assume tutte le funzioni necessarie al singolo: luogo di protezione e transizione nello stesso tempo.<br \/>\nIn altri prevale chiaramente la critica sociale e l\u2019intenzione di creare una palestra per il cambiamento della societ\u00e0, le cui forme organizzative e di produzione vengono rifiutate.<br \/>\nL\u2019accoglienza di persone con pronunciate problematiche sociali (dipendenze, malattie) non sostituisce la necessit\u00e0 di strutture specializzate, con le quali si ricercano rapporti di complementariet\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.2. Gestione\"><\/a><b><i>5.2. Gestione<\/i><\/b><br \/>\nDal punto di vista della gestione si propongono forme pi\u00f9 o meno spinte di autonomia diretta, con il potere decisionale affidato all\u2019assemblea e le deleghe esecutive ridotte al minimo.<br \/>\nIl concetto di autonomia e autogestione si pone spesso in termini estremi con una forte diffidenza contro ogni regolamentazione esterna, anche se limitata alla applicazione delle normali leggi applicate per quanto riguarda l\u2019igiene, la polizia del fuoco, la sicurezza, la quiete pubblica.<br \/>\nL&#8217;evoluzione dei centri, l&#8217;ottenimento di sostegno da parte dell&#8217;ente pubblico, la maggior attenzione verso un prodotto culturale da offrire al pubblico portano a modalit\u00e0 di gestione pi\u00f9 integrate con la creazione di gruppi di lavoro e comitati dove anche rappresentanti esterni ai gruppi promotori partecipano alle decisioni.<br \/>\nDa un punto di vista istituzionale, dopo un inizi poco strutturato, si sono di regola create associazioni, cooperative o fondazioni come persone giuridiche di riferimento per stabilire i rapporti con l&#8217;autorit\u00e0 politica<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.3. Ubicazione e situazione logistica\"><\/a><b><i>5.3. Ubicazione e situazione logistica<\/i><\/b><br \/>\nRisulta abbastanza generalizzato l\u2019uso di stabili industriali in disuso, mentre non \u00e8 unitaria la collocazione centrale o periferica dello stabile, rimanendo in tutti i casi una risposta a problemi dell&#8217;area urbana e non di quella rurale.<br \/>\nL&#8217;uso di vecchi fabbricati industriali risponde bene alla pluralit\u00e0 delle funzioni assunte dal Centro socioculturale in quanto permette di ricavare spazi funzionali alle varie attivit\u00e0: produzione, servizi, spettacoli, ecc.<br \/>\nLa presenza di una zona industriale relativamente estesa ha permesso in alcune citt\u00e0 di trovare una ubicazione non eccessivamente periferica e nel contempo separata dalla zona abitativa, riducendo al minimo gli inconvenienti per gli abitanti del quartiere (rumori, traffico, ecc.).<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.4. Rapporto con il vicinato\"><\/a><b><i>5.4. Rapporto con il vicinato<\/i><\/b><br \/>\nIl disturbo del vicinato \u00e8 accentuato dalle attivit\u00e0 musicali e quelle con forte affluenza di pubblico: le attivit\u00e0 di tipo sociale o autoimprenditoriale pongono problemi minori.<br \/>\nAldi l\u00e0 del disturbo oggettivo va considerata la reazione di rigetto di fronte a forme culturali alternative: in alcuni centri il coinvolgimento diretto della popolazione del quartiere ha permesso di migliorare questa percezione negativa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.5. Rapporti con gli enti pubblici\"><\/a><b><i>5.5. Rapporti con gli enti pubblici<\/i><\/b><br \/>\nDi regola l&#8217;ente pubblico (in genere la citt\u00e0 sede) mette a disposizione gratuitamente o a affitto limitato gli spazi necessari per le attivit\u00e0: anche se \u00e8 difficile quantificare questi contributi si tratta spesso di cifre non indifferenti in particolare se l&#8217;ente pubblico si assume le spese per gli indispensabili interventi relativi all&#8217;accesso, all&#8217;igiene e alla polizia del fuoco.<br \/>\nIn alcuni casi le singole attivit\u00e0 sono finanziate come le altre manifestazione e attraverso una valutazione di qualit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"5.6. Evoluzione dei Centri socioculturali\"><\/a><b><i>5.6. Evoluzione dei Centri socioculturali<\/i><\/b><br \/>\nNon \u00e8 possibile fare affermazioni generali, ma solo definire alcune tendenze.<br \/>\nDopo una fase di totale volontariato e di gestione assembleare, si definiscono funzioni stabili che via via si professionalizzano anche grazie al consolidamento dell&#8217;attivit\u00e0 e dei relativi sussidi. Questa evoluzione \u00e8 spesso fonte di conflitti interni e provoca la creazione di gruppi alternativi che danno inizio ad altre attivit\u00e0. : nella misura in cui si definiscono obiettivi pi\u00f9 precisi , si indicano anche le esclusioni sia in termini di attivit\u00e0, sia di comportamenti (la definizione dell\u2019attivit\u00e0 e dei criteri di appartenenza definiscono dei limiti e delle aree di esclusione anche come mezzo per difendersi da situazioni di disturbo come potrebbe essere il consumo e spaccio di droghe pesanti e le gravi forme di disadattamento).<br \/>\nQuesta evoluzione porta spesso a una definizione pi\u00f9 ristretta della finalit\u00e0 del Centro socioculturale che da luogo di vita totalizzante diventa una risorsa che si occupa in particolare di alcuni aspetti (attivit\u00e0 artistica, culturale, autoimprenditorialit\u00e0, ecc.) e a una diminuzione della carica di contestazione globale del sistema sociale.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"6. Esperienze nelle varie regioni del Ticino\"><\/a><b>6. Esperienze nelle varie regioni del Ticino<br \/>\n<\/b>La configurazione geografica del Cantone e la pluralit\u00e0 di bisogni a cui un centro socioculturale risponde render\u00e0 necessaria la creazione di pi\u00f9 strutture, diverse fra loro e distribuite su tutto il territorio cantonale.<br \/>\nE&#8217; da ipotizzare la possibilit\u00e0 di un&#8217;influenza culturale da parte di esperienze simili del Nord-Italia.<br \/>\nNell\u2019allegato B abbiamo cercato di fare una sintesi molto rapida delle varie iniziative che si sono sviluppate nelle diverse regioni: ci si rende conto della ricchezza degli stimoli e della diversit\u00e0 delle soluzioni prospettate e spesso realizzate.<br \/>\nNon si tratta perci\u00f2 in nessun modo di ipotizzare un modello ideale da riprodurre nelle varie regioni, ma di reagire con sensibilit\u00e0 agli stimoli e alle risorse presenti localmente.<br \/>\nIn questo senso non si pu\u00f2 parlare di una pianificazione cantonale, ma della convinzione che non si tratta di un problema solamente luganese, ma di bisogni presenti anche altrove e per i quali vanno trovate risposte. Una politica di intervento attivo che non attenda lo scoppio del conflitto, ma stimoli, come gi\u00e0 si \u00e8 fatto con successo con i centri giovanili, la ricerca di soluzioni partecipative pu\u00f2 essere consigliata. L\u2019intera gamma delle possibili realizzazioni &#8211; dal centro di produzione artistico per poche persone al centro polivalente per centinaia di utenti &#8211; va tenuta presente per una risposta flessibile ai bisogni emergenti. Anche forme miste tra centri giovanili, centri socioculturali, centri artistici o di autoimprenditorialit\u00e0 possono rappresentare formule adeguate.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"7. Conclusioni\"><\/a><b>7. Conclusioni<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"7.1. In generale\"><\/a><i><b>7.1. In generale<\/b><\/i><br \/>\nL\u2019aspetto globale delle rivendicazioni, l\u2019assenza di piani precisi, la confusione tra attivit\u00e0 socioculturale e protesta sociale hanno reso spesso impossibile identificare un nucleo progettuale attorno al quale definire accordi e confini precisi: anche la comprensione limitata a &#8220;centro di tempo libero&#8221; ha contribuito a rendere difficile il dialogo tra autorit\u00e0 e proponenti.<br \/>\nInoltre la confusione con l\u2019occupazione di alloggi a scopo abitativo ha reso difficile la ricerca di una soluzione accettabile (cio\u00e8 politicamente difendibile davanti alla popolazione e se del caso in una votazione popolare).<br \/>\nAnche il mettere in primo piano la problematica &#8220;giovanile&#8221; ha ulteriormente confuso la situazione e resa difficile un&#8217;intesa: sembra infatti che la creazione di un Centro socio-culturale sia l&#8217;unica risposta necessaria di fronte ai &#8220;bisogni dei giovani&#8221; non ulteriormente analizzati. I Centri giovanili, le associazioni culturali, sociali e sportive rimangono momenti essenziali per una corretta politica culturale che tenga conto anche dei bisogni dei giovani.<br \/>\nI Centri socioculturale rappresentano invece un elemento ulteriore in una rete complessa di risposte e non sostituiscono n\u00e9 tolgono valore alle altre istituzioni.<\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/UffGMI\/temi\/rapporto.htm#inizio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20070909165239im_\/http:\/\/www.ti.ch\/dss\/DAS\/SSEAS\/immagini\/i_su.gif\" alt=\"inizio pagina\" width=\"20\" height=\"20\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"7.2. In particolare\"><\/a><i><b>7.2. In particolare<\/b><\/i><br \/>\nValutando la situazione delle varie citt\u00e0 svizzere si pu\u00f2 affermare che a creazione di Centri socioculturali risponde a un bisogno reale: la sua realizzazione va perci\u00f2 considerata positivamente, anche tenendo conto del difficile momento occupazionale e le profonde mutazioni sociali a cui dobbiamo far fronte.<br \/>\nL&#8217;ubicazione deve rispondere sia alle necessit\u00e0 delle attivit\u00e0 previste delle associazioni promotrici, sia rispondere a criteri pianificatori tali da non arrecare eccessivo disturbo al vicinato.<br \/>\nLa costruzione deve permettere soluzioni semplici in modo da adattarsi all&#8217;evolversi dei progetti: fabbriche, costruzioni tecniche o luoghi pubblici in disuso possono rispondere al meglio allo scopo. La superficie necessaria varia da progetto a progetto, ma deve permettere una sufficiente flessibilit\u00e0.<br \/>\nL&#8217;intervento finanziario dell&#8217;ente pubblico si giustifica -analogamente a quanto avviene per altri progetti &#8211; di fronte a garanzie di seriet\u00e0 e capacit\u00e0 realizzative e non perch\u00e9 si \u00e8 &#8220;giovani&#8221; o si \u00e8 &#8220;alternativi&#8221;. L&#8217;impegno economico dell&#8217;ente pubblico si pu\u00f2 in una prima fase concretizzare nella messa a disposizione &#8211; gratuitamente o a prezzi politici &#8211; delle infrastrutture necessarie. Un sostegno finanziario diretto a singole attivit\u00e0 va valutato caso per caso in base alle leggi vigenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Firme dei membri del gruppo:<br \/>\nMauro Martinoni<br \/>\nRoberto Sandrinelli<br \/>\nErasmo Pelli<br \/>\nSergio Macchi<br \/>\nMario Asioli<br \/>\nRoberto Lurati<br \/>\nFrancesco Bonsaver<\/p>\n<p align=\"justify\">Lugano, 28 maggio 1997<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.\u00a0Mandato e composizione del gruppo 2.\u00a0Modalit\u00e0 di lavoro e riunioni  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-428","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-studi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=428"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":432,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/428\/revisions\/432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}