{"id":522,"date":"2024-11-19T17:39:36","date_gmt":"2024-11-19T17:39:36","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=522"},"modified":"2024-11-25T17:41:46","modified_gmt":"2024-11-25T17:41:46","slug":"autogestione-un-dibattito-vecchio-e-inutile-peccato-cdt-19-11-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=522","title":{"rendered":"Autogestione? \u00abUn dibattito vecchio e inutile, peccato\u00bb &#8211; CdT &#8211; 19.11.2024"},"content":{"rendered":"<p>Autogestione? \u00abUn dibattito vecchio e inutile, peccato\u00bb<\/p>\n<p>Il sindaco di Lugano Michele Foletti critica la discussione in Parlamento: \u00abL\u2019autogestione si \u00e8 conclusa, adesso il tema \u00e8 trovare spazi per la cultura indipendente\u00bb<\/p>\n<p>\u00abUn dibattito vecchio e inutile\u00bb. Non usa mezzi termini il sindaco di Lugano, Michele Foletti, per commentare la discussione in Gran Consiglio sull\u2019autogestione. L\u2019esito del voto \u00e8 stato percepito come uno \u201cscaricabarile\u201d da parte della politica cantonale verso la Citt\u00e0? Nulla di tutto questo: \u00abIn Parlamento hanno parlato di un\u2019esperienza che si \u00e8 conclusa il 29 maggio 2021 e non dell\u2019evoluzione che c\u2019\u00e8 stata da l\u00ec in avanti su un concetto che va oltre l\u2019autogestione stessa. Ossia \u2013 prosegue il sindaco \u2013 la necessit\u00e0 e l\u2019opportunit\u00e0 di trovare degli spazi per la cultura indipendente; per un fermento culturale che in questo cantone c\u2019\u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma, per Foletti il Parlamento \u00abavrebbe dovuto alzare lo sguardo invece che ammirarsi i piedi\u00bb. Tradotto: l\u2019autogestione \u00e8 un tema superato da ormai tre anni, ma da questo ne \u00e8 nato un altro, pi\u00f9 attuale, che non \u00e8 stato affrontato a dovere. \u00abIl Gran Consiglio ha perso un\u2019occasione per affrontare le esigenze di una realt\u00e0 che esiste e ha bisogno di risposte da parte della politica\u00bb. E, beninteso, anche dal Cantone.<\/p>\n<p><strong>Dalla Carta della Gerra a oggi<\/strong><br \/>\nDopo la sottoscrizione della Carta della Gerra, a inizio anno, \u00abla Citt\u00e0 si \u00e8 attivata ma non pu\u00f2 sempre farsi carico delle esigenze della societ\u00e0 di questo cantone. Abbiamo la volont\u00e0 di dare una mano alla cultura indipendente ma non abbiamo pi\u00f9 la forza per farlo da soli\u00bb. Secondo Foletti, occorre ragionare \u00abcon tutte le istituzioni\u00bb che sono coinvolte o che potrebbero esserlo: Citt\u00e0, Cantone ma anche i Comuni. In modo da uniformare l\u2019offerta di questi spazi, e soprattutto il modo di ottenerli. La Citt\u00e0, infatti, vorrebbe istituire dei bandi per mettere a disposizione temporaneamente delle strutture \u00abper creare e offrire cultura\u00bb. Uniformare le procedure aiuterebbe, e parecchio.<\/p>\n<p>Durante il dibattito in Parlamento, va detto, il tema della cultura indipendente ha fatto capolino soltanto di sfuggita in alcuni interventi, come quello della deputata luganese Natalia Ferrara (PLR). Per Foletti, avrebbe dovuto essere l\u2019argomento centrale. \u00abDall\u2019autogestione sono nate attivit\u00e0 ed esigenze in ambito culturale che hanno bisogno di altre risposte e non di un posto dove proporre cose nell\u2019illegalit\u00e0. Con il contributo della Citt\u00e0 \u00e8 stato possibile organizzare la Straordinaria e gli esponenti della cultura indipendente hanno capito che collaborando con le autorit\u00e0 si possono proporre esperienze diverse da quelle della cultura istituzionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Gran Consiglio &#8211; Se l\u2019autogestione cercher\u00e0 casa, a trovargliela non sar\u00e0 il Cantone<\/strong><\/p>\n<p>No alla mozione che invitava il Consiglio di Stato a cercare soluzioni \u00abconcrete e attuabili\u00bb e ad aprire un dialogo \u2013 Praticamente Lugano dovr\u00e0 vedersela da sola, ammesso che voglia ancora chinarsi sul tema \u2013 Vitta: \u00abPossiamo fare la nostra parte, per\u00f2&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Palazzo delle Orsoline chiude la porta all\u2019autogestione: nessuna soluzione cantonale entro o al di fuori dei confini luganesi, nessuna ricerca di una sede e, va da s\u00e9, nessun dialogo. \u00c8 quanto ha deciso il Gran Consiglio, espressosi su un tema che tanto ha fatto discutere in riva al Ceresio ma che era rimasto nei cassetti della politica cantonale per oltre un decennio. Pi\u00f9 in dettaglio, il Parlamento ha dovuto decidere sul ruolo del Cantone, chiamato in causa nel 2012 da una mozione interpartitica che nel corso degli anni ha vissuto un iter travagliato: prima \u00abdimenticata\u00bb, poi oggetto di svariati rapporti, poi ripresa dal deputato Tiziano Galeazzi (UDC) e infine approdata in aula con due visioni politiche opposte.<\/p>\n<p>Da un lato il rapporto di maggioranza della Commissione sanit\u00e0 e sicurezza sociale stilato dalla relatrice Laura Riget (PS) \u2013 e sottoscritto, oltre che dai socialisti, da PLR, Verdi e Pi\u00f9 donne \u2013 che invita \u00abil Consiglio di Stato ad avanzare soluzioni concrete, realistiche e attuabili entro un arco temporale ragionevole\u00bb. Questo non significa solo \u00abfornire un luogo\u00bb (che, viene precisato, deve essere in una zona urbana e accessibile dai mezzi pubblici) ma anche creare le condizioni \u00abaffinch\u00e9 questo tipo di realt\u00e0 possa operare sul territorio\u00bb. Dall\u2019altro, invece, la posizione della minoranza con il rapporto della leghista Sabrina Aldi, firmato da Lega e Centro, secondo cui \u00abnon \u00e8 compito dell\u2019ente pubblico forzare un gruppo di persone che ha dimostrato ripetutamente di non aver nessuna intenzione di intavolare discussioni o mediazioni a trovare un accordo\u00bb.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 stata proprio questa linea ad aver fatto breccia in Parlamento: il rapporto di maggioranza \u00e8 stato infatti bocciato con 41 no, 31 s\u00ec e 3 astenuti, mentre quello di minoranza \u00e8 stato approvato con 42 voti favorevoli, 26 contrari e 3 astensioni.<\/p>\n<p><strong>Animi caldi<\/strong><br \/>\nIl tema, come prevedibile, ha scaldato gli animi e diviso la politica, anche all\u2019interno degli schieramenti. Partiamo da quello vincitore, ossia il fronte composto da PLR, Centro, Lega (sostenuto anche da Avanti con MTL ed HelvEthica), che ha sostanzialmente puntato su due aspetti giuridici. Il mancato rispetto delle regole da parte degli autogestiti e il fatto che loro stessi non si siano fatti avanti con il Cantone per aprire un dialogo. A nome del PLR, gruppo schieratosi a larga maggioranza a favore del rapporto di&#8230; minoranza, la deputata Roberta Passardi ha ricordato come questa realt\u00e0 abbia \u00abaffrontato diversi problemi nel corso degli anni\u00bb, ossia \u00abconflitti con l\u2019autorit\u00e0, incertezze legali sulla permanenza nell\u2019ex Macello e problemi di integrazione. Se gi\u00e0 ci sono problemi locali di dialogo e trasparenza e di mancato rispetto delle normative \u2013 ha chiosato Passardi \u2013, come si pu\u00f2 pensare che la questione sia risolvibile a livello cantonale?\u00bb.<\/p>\n<p>Sulla stessa lunghezza d\u2019onda la Lega. Per Aldi \u00abnon \u00e8 possibile costringere al dialogo chi non vuole farlo. Il Molino \u00e8 stata una zona franca senza leggi tollerata per troppo tempo. Se gli autogestiti volessero dialogare con un portavoce e garantendo una convivenza pacifica con i cittadini e il rispetto delle leggi, ben venga. Ma oggi i rapporti sono talmente compromessi che non \u00e8 giusto n\u00e9 opportuno intavolare alcuna discussione\u00bb. \u00abCon la demolizione dell\u2019ex Macello si \u00e8 chiusa una fase che per troppo tempo ha generato tensione e divisione. Non possiamo legittimare forme di occupazione illegale\u00bb, le ha fatto eco il collega di partito Stefano Tonini.<\/p>\n<p>\u00abLa mozione chiede di cantonalizzare l\u2019autogestione, ed \u00e8 una contraddizione\u00bb, ha dal canto suo affermato il capogruppo del Centro, Maurizio Agustoni. \u00abPer quanto riguarda gli spazi pubblici, spetta al Comune metterli eventualmente a disposizione e il Cantone, in un contesto di sussidiariet\u00e0, pu\u00f2 dare un contributo finanziario o logistico\u00bb. Insomma, \u00abuna collaborazione ci pu\u00f2 essere, ma va richiesta; ad oggi ci\u00f2 non risulta e non si capisce perch\u00e9 il Cantone debba stimolarla o addirittura forzarla\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019insolita \u00aballeanza\u00bb<\/strong><br \/>\nPassando dall\u2019altra parte della barricata, gli sconfitti sono un insolito fronte PS-Verdi-UDC (sostenuti da Pi\u00f9 Donne, Verdi liberali e PC). Ma se per le forze progressiste l\u2019autogestione \u00e8 una realt\u00e0 che va riconosciuta e incentivata \u2013 secondo la deputata luganese Tessa Prati (PS) \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 da esplorare perch\u00e9 \u00abrappresenta un\u2019alternativa necessaria agli spazi culturali tradizionali, che d\u00e0 voce a chi altrimenti resterebbe ai margini\u00bb, mentre a detta di Giulia Petralli (Verdi) \u00ab\u00e8 una voce importante, che anni fa \u00e8 stata messa a tacere (con le demolizione dell\u2019ex Macello, ndr) a favore della parit\u00e0 politica e culturale\u00bb \u2013 per i democentristi il sostegno alla posizione della maggioranza ha basi differenti. \u00abL\u2019autogestione \u00e8 come un incendio che cova sotto, la cenere; possiamo ignorarlo, ma prima o poi le fiamme divampano. Succede da anni, ma solo sulle rive del Ceresio, e questo alla maggior parte di voi (deputati, ndr) questo non interessa e il Cantone si \u00e8 girato dall\u2019altra parte\u00bb. Insomma \u2013 lo ha rilevato il mozionante Tiziano Galeazzi nel suo intervento \u2013 \u00abparliamo di un problema che oltrepassa i confini di Lugano, e il Cantone ha delle responsabilit\u00e0. Adesso la situazione \u00e8 di calma piatta, ma se un domani tornassimo alle occupazioni sarebbe bene avere pronto un piano B\u00bb.<\/p>\n<p>Ma se per l\u2019UDC il tema va oltre i confini luganesi perch\u00e9 \u00abil Cantone deve assumersi le sue responsabilit\u00e0\u00bb, per Prati, intervenuta a nome del gruppo socialista, \u00abdefinire l\u2019autogestione solo luganese vuol dire sminuirla\u00bb. Come rilevato da Danilo Forini (PS), che ha preso la parola in sostituzione della relatrice Laura Riget, \u00abl\u2019unica vera questione che ci \u00e8 stata sottoposta oggi \u00e8: il Cantone deve avere un ruolo pi\u00f9 attivo o ci si limita a dire che Lugano deve arrangiarsi?\u00bb. Secondo il deputato socialista, \u00abper affrontare il tema \u00e8 necessario un approccio diverso. Bisogna coinvolgere tutte le voci: quella degli autogestiti, quelle dei Comuni e quelle dei cittadini. L\u2019autogestione ha pi\u00f9 espressioni e per questo riguarda tutto il cantone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Questione di sussidiariet\u00e0<\/strong><br \/>\nNon sar\u00e0 cos\u00ec: il plenum ha come detto sposato le conclusioni della minoranza. Sul tavolo restano le rassicurazioni del presidente del Governo Christian Vitta, il quale ha ribadito la posizione gi\u00e0 espressa dal Governo nel 2021, quando si era detto contrario alla mozione Galeazzi: \u00abL\u2019autogestione \u00e8 un fenomeno luganese che non si pu\u00f2 cantonalizzare. Ci\u00f2 non significa che il Cantone non possa fare la sua parte: \u00e8 disponibile a collaborare, ma in un\u2019ottica di sussidiariet\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Autogestione? \u00abUn dibattito vecchio e inutile, peccato\u00bb Il sindaco di  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-522","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=522"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":523,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/522\/revisions\/523"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}