{"id":552,"date":"2025-01-12T09:58:35","date_gmt":"2025-01-12T09:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=552"},"modified":"2025-01-17T07:20:39","modified_gmt":"2025-01-17T07:20:39","slug":"anche-dopo-morel-la-cultura-indipendente-continuera-ad-esistere-ticinonews","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=552","title":{"rendered":"Anche dopo Morel: La cultura indipendente continuer\u00e0 ad esistere &#8211; Ticinonews"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-567 size-full\" src=\"https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi.jpg\" alt=\"\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-200x113.jpg 200w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-300x169.jpg 300w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-400x225.jpg 400w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-600x338.jpg 600w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-768x432.jpg 768w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-800x450.jpg 800w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-1200x675.jpg 1200w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/morel-spazi.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p>Con la chiusura dello Spazio Morel, la cultura indipendente ticinese perde un altro luogo di aggregazione e malgrado il dialogo con le autorit\u00e0 comunali continui da anni \u201cper ora proposte concrete che rispondano ad esigenze reali in termini di sostegno, non ce ne sono\u201d, ci spiega il co-presidente dell\u2019Associazione, secondo cui \u201cil dialogo dovrebbe portare a delle soluzioni, eppure malgrado le interlocuzioni siano iniziate 8 anni fa, invece che veder nascere degli spazi continuiamo a vederne chiudere\u201d.<\/p>\n<p>La cultura indipendente ha ancora spazio a Lugano e in Ticino? Una domanda lecita dopo che il 7 gennaio i giudici del Tribunale federale, hanno notificato di aver in parte respinto e in parte dichiarato inammissibile l\u2019appello contro la demolizione del Morel e la costruzione, al suo posto, di un complesso residenziale. Cos\u00ec tra tre mesi lo Spazio Morel, il centro culturale indipendente che occupa gli spazi di via Antonio Adamini 4, dovr\u00e0 cercare una nuova casa, come previsto dal contratto stipulato tra l\u2019Associazione e l\u2019Art Builing Sa, societ\u00e0 promotrice del progetto immobiliare che presto sorger\u00e0 al posto dell\u2019ex garage.<\/p>\n<p>Per cercare una risposta siamo entrati negli Spazi Morel, dove abbiamo incontrato Noah Sartori, co-presidente dell\u2019Associazione, nonch\u00e9 promotore della Tour Vagabonde sullo sterrato della Gerra. E la risposta \u00e8 stata puntuale: \u201cLa cultura indipendente continuer\u00e0 ad esistere ma \u00e9 fondamentale che esca dalla precariet\u00e0 in cui si trova. Certo sarebbe auspicabile che la politica, al fronte dell\u2019apparente sostegno e riconoscimento che d\u00e0 al tema, cominci a sostenere in modo concreto questa realt\u00e0\u201c<\/p>\n<p><strong>UN FUTURO INCERTO<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte al Morel, affacciato sul lago, si trova il LAC. Due stabili dedicati alla cultura, con modi diversi di interpretare e vivere l\u2019arte. Due vetrine destinate a tipi diversi di artisti e di pubblico. \u201cMorel \u00e8 nato nel 2017 e fino al 2020 ha svolto un lavoro di diffusione culturale, con attivit\u00e0 aperte al pubblico che hanno messo in relazione l\u2019Associazione con la cittadinanza e le Istituzioni, presentando contenuti artistici che altrimenti non avrebbero trovato spazio nei programmi delle poche sale a disposizione della citt\u00e0\u201d. Dal 2020, a seguito della decisione del Municipio di Lugano di interrompere le attivit\u00e0 pubbliche, in via Adamini si sono dovuti reinventare e cos\u00ec la struttura \u00e8 diventata uno spazio dedicato alla produzione artistica. \u201cLugano \u00e8 l\u2019unica Citt\u00e0 in Svizzera di una certa importanza che non sostiene i processi di produzione artistica, attraverso bandi di concorso per la messa a disposizione di atelier e sale prove o che non ne sostenga parzialmente le spese\u201c.<\/p>\n<p><strong>\u201cIL DIALOGO C\u2019\u00c8, MANCANO LE SOLUZIONI\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il presente e il futuro della della scena culturale indipendente luganese dipender\u00e0 dalle scelte politiche di Citt\u00e0 e Cantone. \u201cChiediamo dei cambiamenti e attraverso la Carta della Gerra siamo stati molto chiari su quelle che sono le necessit\u00e0 degli operatori culturali&#8221;, continua Sartori. \u201cIn qualche modo l\u2019Ente pubblico deve riconoscere l\u2019importanza sociale di queste realt\u00e0 o rivedendo il quadro legale per l\u2019utilizzo di spazi privati in maniera coerente e sostenibile al tipo di attivit\u00e0, o concedendo in gestione degli spazi pubblici a norma\u201d. Ma allo stato attuale delle discussioni il co-presidente dell\u2019Associazione Morel vede un futuro piuttosto grigio. \u201cSono passati 8 anni dall\u2019inizio del dialogo con le istituzioni e in questo periodo pi\u00f9 che veder nascere spazi ne vediamo chiudere. Il dialogo dovrebbe portare a dei risultati e ad oggi questi non ci sono. Per questo mi chiedo, e ci chiediamo, che significato ha e cosa rappresenta, per la politica, l\u2019espressione \u2018dialogo\u2019\u201d. Ora, ricorda il nostro interlocutore, \u201cil Municipio ha istituto un gruppo di lavoro composto da diversi dipartimenti della Citt\u00e0, con l\u2019obiettivo di trovare degli spazi e dei metodi di sostegno per la cultura indipendente. Sicuramente si tratta di un passo concreto che vede il coinvolgimento anche dei rappresentanti della cultura indipendente. Speriamo che in mesi, e non anni, si arrivi a delle soluzioni lungimiranti e non a semplici pezze\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cDI SPAZI CE NE SONO\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il dialogo quindi c\u2019\u00e8, ma nel concreto dal prossimo aprile dove potrebbero trovare spazio gli artisti e le attivit\u00e0 ospitate da Morel? \u201cDi spazi sia nel breve che nel lungo termine la Citt\u00e0 ne avrebbe, anche se si continua a dire il contrario\u201d, ci spiega Sartori. \u201cPenso sia necessario pensare a delle soluzioni temporanee, che possano nel breve termine colmare delle mancanze come quelle legate agli spazi di produzione e di diffusione culturale, di modo che gli artisti possano praticare le loro professioni e con lo stesso spirito lavorare per trovare degli spazi, delle modalit\u00e0 e dei finanziamenti, che possano garantire una stabilit\u00e0 dei progetti nel lungo termine\u201d. Guardando solo a Lugano, in ogni caso, gli spazi potenziali potrebbero essere \u201cle ex PTT e le ARL di Viganello, ma anche lo stabile dell\u2019HG Commerciale di Pregassona, l\u2019ex Macello, le ex scuole di Viganello, Villa Viarno, Villa Costanza e credetemi\u2026 tanti altri che gi\u00e0 oggi, o tra qualche anno, sarebbero soluzioni possibili\u201d. Di possibilit\u00e0, insomma ce ne sono, e a quelle elencate ci sarebbero anche propriet\u00e0 del Cantone come ad esempio \u201cl\u2019ex Supsi di Trevano e la Sams di Viganello, la Scuola d\u2019arti e mestieri della sartoria, che entro il 2028 traslocher\u00e0 a Chiasso\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ESEMPIO DELLA TOUR VAGABONDE, \u201cVOLERE \u00c8 POTERE\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Oltre essere il co-presidente dell\u2019 Associazione Morel, Sartori \u00e8 anche co-presidente dell\u2019Associazione Idra, associazione che a cavallo tra il 2022 e il 2023, dal 28 dicembre al 28 marzo, sullo sterrato della Gerra ha fatto sbarcare la Tour Vagabonde. La manifestazione, \u201cha permesso di creare un luogo di socializzazione e condivisione per molte persone, con decine di migliaia di presenze registrate nei primi tre mesi\u201d, spiegava a Ticinonews Roberto Badaracco a febbraio 2023, affermando che la Citt\u00e0 \u201csi era resa conto della mancanza di luoghi d\u2019incontro per questo tipo di cultura\u201d. Una \u201ctorre\u201d che per Sartori non rappresenta solo un esempio della necessit\u00e0 di un luogo destinato alla cultura indipendente. \u201cLa politica dimostra quotidianamente che se vuole realizzare un progetto lo fa. Con La Vagabonde abbiamo presentato alla Citt\u00e0 un progetto importante, sia a livello strutturale, sia sul piano finanziario, e in poche settimane abbiamo ricevuto il via libera alla sua realizzazione. Questo dimostra che se c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 politica, le cose si possono fare. Dopo otto anni di dialogo iniziamo a pensare che non ci sia forse questa volont\u00e0 per trovare delle soluzioni permanenti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;SERVIREBBE UNA DISTRIBUZIONE PI\u00d9 EQUA DELLE RISORSE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Quelli elencati precedentemente sono i possibili spazi che le autorit\u00e0 comunali e cantonali potrebbero destinare alla cultura indipendente, che per vivere ha per\u00f2 anche bisogno di fondi e anche in questo caso il discorso chiama in causa la politica. \u201cIl Consuntivo 2023 della Citt\u00e0 lascia trasparire che attorno il 90% del budget culturale viene investito nelle istituzioni, forse servirebbe una distribuzione delle risorse pi\u00f9 equa prestando maggiore attenzione alle iniziative indipendenti. \u00c8 un discorso democratico, niente che non sia sensato\u201d, aggiunge Sartori. Fondi che servirebbero anche per riconoscere professionalmente gli artisti e gli operatori culturali. \u201cChi produce cultura offre un servizio alla comunit\u00e0 prestando il proprio lavoro a servizio dei cittadini, sarebbe quindi auspicabile che gli Enti pubblici trovino dei sistemi per sostenere l\u2019attivit\u00e0 culturale indiscriminatamente, con criteri chiari e visione di insieme e che non si limiti al sostentamento dell\u2019apparato istituzionale. Tra tre mesi l\u2019assenza di Morel lascer\u00e0 un buco, perch\u00e9 negli anni \u2013 che la Citt\u00e0 se lo voglia sentire dire o meno \u2013 questo spazio ha sopperito a una mancanza, dando un sostegno ai professionisti del settore, offrendogli degli spazi dove poter esercitare le proprie professioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>&#8220;LA CULTURA INDIPENDENTE NON CESSER\u00c0 DI ESISTERE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Torniamo quindi alla domanda che ha aperto questo articolo: la cultura indipendente ha ancora spazio a Lugano e in Ticino? La risposta, per Sartori \u00e8 s\u00ec, la cultura indipendente trover\u00e0 sempre spazio e non cesser\u00e0 di esistere. \u201c\u00c8 il nostro lavoro oltre che una passione. Artisti, simpatizzanti, operatori culturali hanno la necessit\u00e0 di poter operare e di trovare quindi degli spazi per poterlo fare. Se le istituzioni ne riconosceranno il valore arricchente per la societ\u00e0 e cominciassero a sostenere queste realt\u00e0, allora queste potrebbero inserirsi armoniosamente nel tessuto urbano della Citt\u00e0. Cos\u00ec non fosse, questa importante parte della popolazione dovr\u00e0 continuare a lavorare in una situazione di incertezza, precariato e illegalit\u00e0, a questo punto forzata&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la chiusura dello Spazio Morel, la cultura indipendente ticinese  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=552"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":569,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/552\/revisions\/569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}