{"id":737,"date":"2025-03-03T06:54:56","date_gmt":"2025-03-03T06:54:56","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=737"},"modified":"2025-03-03T06:56:54","modified_gmt":"2025-03-03T06:56:54","slug":"mille-e-uno-spazio-indipendenti-azione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=737","title":{"rendered":"Mille e uno spazio indipendenti &#8211; Azione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mille e uno spazio indipendenti<\/strong>: <strong>L\u2019Associazione Idra invita a una riflessione intorno alla necessit\u00e0 di spazi per una scena culturale indipendente<\/strong><\/p>\n<p><em>Azione 03\/02\/2025 &#8211; Simona Sala<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-738 size-medium\" src=\"https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-200x301.jpg 200w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-400x602.jpg 400w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-600x902.jpg 600w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-681x1024.jpg 681w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-768x1155.jpg 768w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-800x1203.jpg 800w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29-1021x1536.jpg 1021w, https:\/\/associazioneidra.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/PHOTO-2025-03-03-07-29-29.jpg 1064w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>Chi l\u2019ha detto che la divulgazione culturale debba avvenire solo all\u2019interno di spazi (per quanto ammirevoli) perennemente istituzionalizzati? In altre parole, perch\u00e9 abbiamo una concezione di cultura tale per cui ogni organizzazione che si muova in questo ambito debba proporre un\u2019offerta verticale, ossia che proviene dall\u2019alto, e in cui la dinamica finisce per diventare unilaterale?<\/p>\n<p>\u00c8 una delle domande che fanno da fil rouge agli appuntamenti 10, 100, 1000 SPAZI #2, organizzati dall\u2019Associazione Idra, il cui scopo primario \u00e8 quello di innescare un dibattito propositivo intorno al tema della cultura indipendente. Forse, anche in considerazione del discutibile epilogo dell\u2019esperienza occupazionale in quel di Lugano, che ha portato a fare s\u00ec che vi sia ancora chi, davanti al binomio cultura-indipendenza, nella migliore delle ipotesi storca il naso.<\/p>\n<p>Eppure, e questo \u00e8 un altro dei punti forti dell\u2019iniziativa, \u00e8 fondamentale mostrare come il Ticino sia, in questo, un\u2019anomalia sistemica, laddove nel resto della Svizzera le esperienze di cogestione culturale abbondano. E non \u00e8 (pi\u00f9) necessario scomodare le grandi realt\u00e0 che hanno fatto la storia (spesso una storia di citt\u00e0 messe a ferro e fuoco) e da apripista per le generazioni successive, come la Rote Fabrik di Zurigo o l\u2019Usine di Ginevra.<\/p>\n<p>Oggi, infatti, gli esempi pi\u00f9 virtuosi \u2013 e ce ne sono tanti \u2013 li troviamo proprio in quelle cittadine che, per dimensioni e struttura, ricordano molto Lugano, Bellinzona o Locarno. Sono molteplici le realt\u00e0 Oltre Gottardo che hanno stipulato una sorta di patto tra cittadine\/cittadini e istituzioni, grazie al quale i primi si vedono assegnati uno spazio e riconosciuta l\u2019autodeterminazione delle scelte culturali, mentre le seconde hanno fatto un giusto passo nella direzione di una maggiore coesione sociale, oggi pi\u00f9 importante che mai.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec \u2013 come si \u00e8 sottolineato nella cornice dell\u2019incontro Parliamo di spazi che non ci sono ancora, andato in scena il primo marzo a Villa Saroli \u2013 che a Bienne, a disposizione della popolazione, \u00e8 stato messo addirittura uno stadio. Al Terrain Gurzelen, infatti, non ci si ritrova pi\u00f9 per tifare o controtifare una squadra, ma per organizzare concerti, mercatini delle pulci, orti comunitari, perfino un campo di mais, per creare, insomma, quei momenti aggregativi che in una societ\u00e0 iperdigitalizzata come la nostra, ma in cui ci sente sempre pi\u00f9 soli, sono ormai indispensabili.<\/p>\n<p>A Friborgo, invece, si lavora a una nuova destinazione per il Quartiere Poya, i cui massicci e imponenti edifici un tempo fungevano da caserma militare e oggi\u2026 oggi sono diventati un foglio bianco, un\u2019idea, la superficie di proiezione di una collettivit\u00e0 che \u00e8 stata chiamata a progettare e organizzare qualcosa di nuovo, di non istituzionalizzato e di non elitario, e proprio per questo, per tutti. (Un poco come succede nelle pi\u00f9 moderne cooperative abitative, dove gli inquilini dicono la propria gi\u00e0 in fase progettuale).<\/p>\n<p>E da noi? Sorge a questo punto spontanea la domanda: alle nostre latitudini, come siamo messi con la cultura indipendente? Bene, ma non benissimo, verrebbe da rispondere. Bene, perch\u00e9 anche in Ticino vi \u00e8 una massa critica che chiede spazi di questo tipo, riuscendo nel tempo anche a dimostrarne l\u2019efficacia. Non benissimo, perch\u00e9 i municipi, spesso adducendo come motivazione anche quella economica, sembrano avere deciso di fare orecchie da mercante, e si impegnano troppo poco per l\u2019individuazione di spazi consoni e utili alla cultura indipendente.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 ancora molto, e ce lo conferma Noah Sartori dell\u2019Associazione Idra (di cui fanno parte operatori e operatrici culturali provenienti da varie discipline), fra i redattori della Carta della Gerra, documento programmatico in cinque punti stilato nel 2024. In esso si chiedono nuovi spazi per la cultura indipendente, un ripensamento delle modalit\u00e0 di assegnazione degli spazi, finanziamenti per i progetti indipendenti, un quadro legislativo aggiornato, e da ultimo \u2013 anche se sta alla base di tutti i punti che lo precedono \u2013 un riconoscimento della cultura indipendente.<\/p>\n<p>La consapevolezza dell\u2019importanza di una scena indipendente anche nel nostro Cantone, spiega Sartori, \u00e8 stata rafforzata dall\u2019esperienza della Straordinaria \u2013 Tour Vagabonde (fine dicembre 2022-marzo 2023), che ha attirato oltre 30\u2019000 spettatori in 67 giorni, impiegato venti dipendenti, presentato 135 progetti socio-culturali, coinvolto 270 artiste\/i, il tutto partendo da un contributo economico minimo con cui si \u00e8 riusciti ad autofinanziare buona parte del progetto.<\/p>\n<p>Che la voglia di autonomia aggregativa sia grande, non lo prova solamente la Carta della Gerra, che al 30 gennaio 2024 poteva contare su oltre 700 sottoscrizioni da parte di persone private, associazioni, gruppi e collettivi, ma anche l\u2019accoglienza riservata agli appuntamenti di 10, 100, 1000 SPAZI #2. Fino al 22 marzo alla Limonaia di Villa Saroli, si potranno visionare 14 progetti nati dalle tesi di Bachelor 2024 del Corso di Laurea in Architettura d\u2019Interni della SUPSI in collaborazione con l\u2019Istituto Internazionale di architettura (i2a.ch) e con la curatela di Victoria Pham.<\/p>\n<p>Alle studenti e agli studenti \u00e8 stato chiesto di immaginare uno spazio per la cultura indipendente a Lugano, con un\u2019attenzione specifica allo stabile delle ARL (Autolinee Regionali Luganesi) di Viganello, costruito nel 1910 dall\u2019architetto Giuseppe Ferla e recentemente tutelato come bene culturale. L\u20198 marzo si discuter\u00e0 invece delle risorse legate alla cultura indipendente con il sociologo ginevrino Sandro Cattacin.<\/p>\n<p>Un dialogo che non pu\u00f2 e non deve spegnersi e, si auspica, possa includere e coinvolgere anche chi non vede la necessit\u00e0 di una forma aggregativa che, per sua natura \u00e8 sinonimo di una societ\u00e0 matura, seria, e capace di autodeterminarsi attraverso processi democratici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mille e uno spazio indipendenti: L\u2019Associazione Idra invita a una  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-737","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rassegna-stampa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/737","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=737"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/737\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":741,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/737\/revisions\/741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=737"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=737"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=737"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}