{"id":766,"date":"2025-03-13T00:48:57","date_gmt":"2025-03-13T00:48:57","guid":{"rendered":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=766"},"modified":"2025-03-13T14:50:11","modified_gmt":"2025-03-13T14:50:11","slug":"cambi-di-destinazione-e-utilizzi-temporanei-di-edifici-sottoutilizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneidra.ch\/?p=766","title":{"rendered":"Cambi di destinazione e utilizzi temporanei di edifici sottoutilizzati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mozione di Cristina Zanini Barzaghi e co-firmatari: Rivitalizzare il nostro territorio e valorizzare il patrimonio costruito esistente attraverso i cambi di destinazione e gli utilizzi temporanei di edifici sottoutilizzati<\/strong><\/p>\n<p>La continua distruzione di edifici esistenti e costruzione di nuovi edifici con pigioni elevate, spesso promossi da fondi immobiliari, impedisce il mantenimento nelle nostre citt\u00e0 e nei nostri paesi di alloggi e altri spazi con pigione conveniente per attivit\u00e0 ricreative, culturali e artigianali, per tutte le generazioni. Il paesaggio viene cos\u00ec snaturato non solo dal punto di vista urbanistico, ma anche sociale e ambientale. Lo sviluppo territoriale dovrebbe impedire questa tendenza e facilitare il riuso degli edifici esistenti senza lasciarli all\u2019abbandono ogni qualvolta la loro destinazione originale decade. Molto \u00e8 gi\u00e0 andato perso ma esistono \u2013 o meglio \u2013 resistono ancora molti edifici sottoutilizzati o dismessi, soprattutto risalenti agli anni del boom del dopoguerra, il cui potenziale \u00e8 inespresso.<br \/>\nQuesta casistica solo a Lugano arriva al 10%: il dato risulta da una presentazione fatta alla giornata delle cooperative svizzera tenutasi lo scorso 13 settembre 2024 a Mendrisio, alla presenza del consigliere di Stato Raffaele de Rosa.<\/p>\n<p>Per il Ticino e la Svizzera invece non esistono dati precisi a riguardo, ma si trovano solo i dati di sottoccupazione delle abitazioni. A tal proposito si sa che in Ticino il tasso di alloggi vuoti \u00e8 oltre il 2% ed \u00e8 maggiore a quello svizzero. Per avere un quadro pi\u00f9 preciso sull&#8217;intero patrimonio costruito dismesso si dovrebbe per\u00f2 estendere i dati statistici attraverso con l&#8217;incrocio di banche dati esistenti (registro REA per le abitazioni, registro popolazione, registro imprese e stabilimenti, banche dati swisstopo, domande di costruzione, ecc.). Sia con SUPSI, sia con USI sono possibili delle collaborazioni di USTAT a tal proposito.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi presumibile che, oltre alle abitazioni, nel patrimonio costruito esistente vi sia una cospicua parte dismessa di altri edifici che potrebbe essere trasformata e riattivata.<br \/>\nLo dimostra ad esempio lo studio del 2007 dell\u2019Accademia di Architettura sulle aree industriali dismesse in Ticino che evidenziava il grande potenziale di conversione e rivitalizzazione di queste aree per nuove attivit\u00e0 di vario genere a dipendenza dell\u2019ubicazione e del tipo di edificio.<\/p>\n<blockquote><p>\u201c\u2026 sul territorio del cantone Ticino, sono presenti 3\u2019681 stabili industriali, distribuiti su 2\u2019743 fondi. In termini di superfici, l\u2019occupazione al suolo di questi manufatti e\u0300 di 2&#8217;503\u2019335 metri quadrati, pari a circa l\u20198.7% della superficie totale edificata del Cantone; i fondi su cui poggia almeno un edificio ad uso prevalentemente industriale hanno un\u2019estensione pari a 14&#8217;349\u2019282 metri quadrati, equivalenti a circa il 6% della superficie edificabile complessiva del Canton Ticino. Di questo patrimonio immobiliare risultano potenzialmente dismessi 1\u2019120 edifici (dismissione 30.4%) per un totale di 804&#8217;591 metri quadrati edificati (dismissione 32.1%) (pari ai metri quadrati edificati della citta\u0300 di Bellinzona), distribuiti su 813 fondi (dismissione 29.6%), 7&#8217;058\u2019532 mq (dismissione 49.1%), quantita\u0300 pari circa alla meta\u0300 della superficie del comune di Bellinzona.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Estratto da E. Sassi, F. Vismara, N.Ossanna Cavadini, J. Acebillo (2007), \u201cEdifici industriali. Rilievo, analisi e valutazione del potenziale di riconversione degli edifici industriali dismessi in Ticino\u201d, i.CUP\u2013Accademia di Architettura USI, Mendrisio<br \/>\nIl medesimo studio indica che queste superfici hanno un importante potenziale di riuso per abitazioni, spazi lavorativi e produzione di energia con impianti fotovoltaici, e nel contempo suggerisce di estendere le riflessioni ai numerosi spazi di propriet\u00e0 di enti parapubblici come Ferrovie, Armasuisse, Posta, Swiscom.<br \/>\nIn conseguenza a un atto parlamentare di Nicola Pini, inoltrato all&#8217;epoca a tal proposito, \u00e8 stato stanziato un credito quadro nel 2020 di 10 milioni, dedicati alla rivitalizzazione degli edifici industriali e artigianali dismessi, prioritariamente nelle zone periferiche, che \u00e8 scaduto il 31 dicembre 2024. Sono stati attivati quattro dossier, ma i tempi lunghi di gestazione per la progettazione e per la ricerca di promotori idonei hanno reso necessario un prolungo, ora approvato dal Gran Consiglio (messaggio M7634).<\/p>\n<p>Si tratta di un inizio incoraggiante, che potrebbe essere completato con altre attivit\u00e0. In altri cantoni ad esempio il tema delle aree industriali e degli spazi dismessi viene considerato come un potenziale di sviluppo per nuove attivit\u00e0 economiche e viene trattato in modo organico dai cantoni Neuchatel e Giura con l&#8217;iniziativa <a href=\"https:\/\/swissrenov.ch\">Swissrenov<\/a>, con una visione completa delle risorse di spazi esistenti sul territorio, non solo con aiuti puntuali.<\/p>\n<p>Ora dopo quasi vent&#8217;anni a questi primi studi, e i primi progetti di rivitalizzazioni attivati da quanto promosso dal Cantone, sarebbe utile continuare a stimolare il riutilizzo andando ad analizzare pi\u00f9 approfonditamente tutte le tipologie di edifici sottoutilizzati, che vanno ben oltre le industrie.<br \/>\nIl problema degli spazi dismessi \u00e8 presente anche nei nuclei storici, per gli edifici agricoli e rustici fuori dalle zone edificabili, per le aree commerciali obsolete, per uffici, ecc. .<br \/>\nCome detto in precedenza si dovrebbero celermente completare le statistiche sul patrimonio costruito raccogliendo dati di tutte le casistiche.<br \/>\nSoprattutto sarebbero da indagare i motivi di dismissione, alcuni evidenti come i vincoli di protezione quali beni culturali, le norme edilizie restrittive difficili da applicare sugli edifici esistenti, gli ingenti costi di risamento, la necessit\u00e0 di riorientamento della della destinazione, mentre altri vincoli provengono da leggi restrittive di ordine superiore per oggetti fuori dalle zone edificabili e nelle zone agricole, ecc.<\/p>\n<p>Da quanto risulta da molte discussioni con potenziali interessati a trovare nuove possibilit\u00e0 di utilizzo degli spazi &#8211; dalle associazioni culturali che vorrebbero insediarsi temporaneamente in sedimi industriali dismessi alle piccole attivit\u00e0 artigianali che desiderano attivarsi in zone residenziali &#8211; \u00e8 il cambio di destinazione ad essere un ostacolo insormontabile: i piani regolatori (di competenza comunale) sono spesso molto rigidi sulla destinazione delle zona, retaggio di regole pianificatorie ormai superate.<br \/>\nPurtroppo non vi \u00e8 alcuna possibilit\u00e0 di entrare nel merito nemmeno per utilizzi temporanei per alcuni anni. Sono indispensabili varianti di piano regolatore, che aggiunte a tutte le esigenze imposte dalle norme edilizie rendono il reimpiego degli edifici dismessi una procedura lunghissima.<br \/>\nIl Cantone potrebbe per\u00f2 dare aiuto in tempi brevi attraverso delle disposizioni volte ad allentare le restrizioni promuovendo la possibilit\u00e0 di cambiamenti di utilizzo temporanei, ad esempio concedendo alcune possibilit\u00e0 di deroga alle normative edili e pianificatorie.<br \/>\nCi\u00f2 permetterebbe l&#8217;insediamento di attivit\u00e0 economiche start up, associazioni culturali, creative e artigianali che potrebbero rivitalizzare rapidamente spazi all\u2019interno di edifici pensati originariamente per altre finalit\u00e0.<br \/>\nSarebbe un intervento benvenuto, visto che questi utilizzi transitori &#8211; laddove ci sono proprietari disponibili &#8211; sono spesso in grado di attivarsi e autofinanziarsi senza sostegni pubblichi.<br \/>\nLo dimostrano le numerose realt\u00e0 che si sono presentate in una serie di incontri promossi nelle scorse settimane all\u2019istituto i2a a Lugano, a cui hanno partecipato anche numerosi rappresentanti del Cantone e della citt\u00e0.<\/p>\n<p>In altri cantoni questa potenzialit\u00e0 viene favorita a livello pianificatorio e viene gestita in parte in modo attivo. A Zurigo esiste la Raumb\u00f6rse: una \u201cborsa degli spazi\u201d () che offre luoghi a prezzi convenienti per un lasso di tempo determinato (di regola alcuni anni) ad associazioni, startup, piccole attivit\u00e0 economiche, in edifici pubblici e non solo.<br \/>\nAnche la Confederazione e l\u2019associazione Espace Suisse forniscono suggerimenti a riguardo all\u2019impiego temporaneo di edifici e spazi aperti.<\/p>\n<p>Con la presente mozione chiediamo quindi al Cantone di creare le condizioni legislative e operative necessarie per facilitare la valorizzazione del patrimonio costruito esistente, senza lasciarlo deperire fino al punto in cui non resta che distruggerlo.<\/p>\n<p><strong>\fCon la presente mozione, chiediamo quindi al Consiglio di Stato di:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Completare e analizzare i dati statistici sull\u2019intero patrimonio costruito cantonale e la loro occupazione, non solo sulle abitazioni e le industrie, ma per tutte le categorie di edifici<\/li>\n<li>Istituire l&#8217;iniziativa swissrenov.ch anche in Ticino<\/li>\n<li>Intervenire con una disposizione cantonale che permetta ai comuni di prevedere la concessione di permessi di utilizzo temporaneo per gli edifici sottoutilizzati e dismessi ad esempio con una precisazione delle possibili deroghe secondo l&#8217;art. 67 e seguenti della LST<em>b) deroghe<\/em><em>Art. 67 1 In situazioni eccezionali e se l\u2019osservanza delle disposizioni legali costituisce un rigore sproporzionato, possono essere concesse deroghe alla conformit\u00e0 di zona o a singole norme edilizie, purch\u00e9 ci\u00f2 non pregiudichi in modo apprezzabile l\u2019interesse pubblico o quello dei vicini.<\/em><em>2 Il piano regolatore pu\u00f2 stabilire una regolamentazione pi\u00f9 restrittiva.<\/em>\n<p>&nbsp;<\/li>\n<li>Attivare un secondo credito quadro \u2013 complementare e aggiuntivo rispetto a quello recentemente prolungato dal Gran Consiglio \u2013 con finalit\u00e0 simili al messaggio 7634 a favore degli edifici dismessi per implementare una &#8220;borsa degli spazi&#8221; sul modello della citt\u00e0 di Zurigo, in collaborazione con gli enti regionali di sviluppo e cos\u00ec promuovere cambiamenti di destinazione e utilizzi temporanei degli spazi sottoutilizzati.<\/li>\n<\/ol>\n<p><em>Cristina Zanini Barzaghi<\/em><br \/>\n<em>Nicola Pini<\/em><br \/>\n<em>Maddalena Ermotti \u2013 Lepori<\/em><br \/>\n<em>Giulia Petralli<\/em><br \/>\n<em>Tessa Prati<\/em><br \/>\n<em>Fabio Schnellmann<\/em><\/p>\n<p>13 marzo 2025<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cristinazanini.ch\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/250313mozione-Facilitare-il-riuso-degli-edifici.pdf\">250313mozione Facilitare il riuso degli edifici<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mozione di Cristina Zanini Barzaghi e co-firmatari: Rivitalizzare il nostro  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":400,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica-istituzionale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=766"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":767,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/766\/revisions\/767"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/400"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/associazioneidra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}