Curtain up! è il titolo del laboratorio di scenografia urbana che si è svolto a Lugano, nel quartiere di Viganello, dal 5 al 10 settembre 2025. Pensato per esplorare, interrogare e attivare alcuni spazi pubblici della città, il laboratorio ha adottato il sipario come dispositivo scenografico e la parola poetica come strumenti di osservazione, critica e azione.
Dopo una prima fase di esplorazione, analisi e incontri con espertə invitati, Lugano è stata osservata come caso di studio per mettere in discussione luoghi urbani poco valorizzati, in un contesto sociale caratterizzato dalla costante ricerca di spazi dedicati alla cultura indipendente. La realizzazione e l’utilizzo sperimentale di un sipario portatile, accompagnato dal gesto poetico, hanno permesso di testare il potenziale dell’azione scenografica come mezzo di attivazione urbana: la sua presenza nello spazio pubblico ha generato momenti di attenzione condivisa, rivelando la capacità di innescare nuovi sguardi, curiosità e relazioni spontanee tra i passanti.
Il laboratorio ha così alimentato il desiderio di continuare a sperimentare forme scenografiche e performative per lo spazio urbano. Per comprendere più a fondo il contesto in cui si inserisce il tema della cultura indipendente a Lugano, il percorso di esplorazione si è spostato verso la sponda est del fiume Cassarate, dove ha avuto luogo un incontro fondamentale con l’Associazione Idra — realtà culturale indipendente attiva nella promozione della scena artistica autonoma attraverso progetti di attivazione urbana, spazi temporanei e piattaforme partecipative.
Guidatə da Manuel Carloni, Olmo Cerri, Victoria Pham, Han Sessions e Cristiano Zanoni, i partecipanti hanno preso parte a una passeggiata urbana articolata attorno a tre luoghi chiave: le macerie dell’ex Macello, la fontana di Piazza Molino Nuovo e il piazzale della Gerra. Attraversando grandi assi viari, strade secondarie e spazi domestici, il percorso ha offerto uno sguardo dall’interno sulla storia recente di Lugano e sulle trasformazioni che, negli ultimi decenni, ne hanno ridisegnato il volto.
Oltre a rivelare luoghi dal forte valore simbolico, storico e architettonico, la passeggiata ha restituito la testimonianza degli spazi autogestiti e indipendenti della città, intrecciando i racconti dei luoghi con quelli delle persone che li hanno vissuti e animati. L’incontro con questa realtà locale, insieme alla generosità della condivisione, si è rivelato prezioso per ampliare la comprensione del territorio e delle sue dinamiche umane.