L’associazione “Capitale Culturelle Suisse” ha preso la sua decisione: a ricoprire il ruolo nel 2030 sarà Aarau. La sua candidatura ha avuto la meglio su quelle degli altri tre finalisti, che erano Lugano (con Mendrisio e Locarno), Bellinzona e Thun.
Il progetto presentato, dal titolo “Aarau verbindet: Menschen. Räume. Zeit.”, implica importanti investimenti nel settore, come richiesto dal concorso: il budget complessivo sarà di 9,8 milioni di franchi.
Il processo di candidatura delle città ticinesi, che non hanno ottenuto l’approvazione della Giuria, è stato invece per molti versi particolare. Bellinzona si sarebbe candidata a sorpresa e avrebbe rifiutato gli inviti del Cantone a unirsi alle altre città presentando una sola candidatura ticinese; Lugano, a sua volta, avrebbe coinvolto Locarno e Mendrisio per poter avere i requisiti necessari a concorrere.
La candidatura di Lugano aveva inoltre sollevato perplessità da parte della scena culturale indipendente che, attraverso @associazioneidra, aveva affermato: “è difficile immaginare una candidatura credibile a Capitale della Cultura svizzera senza affrontare prima le condizioni strutturali della propria scena culturale”.
Prima di Aarau, la prima Capitale culturale svizzera sarà La Chaux-de-Fonds nel 2027, che è stata scelta dall’associazione stessa come progetto pilota. Il titolo verrà infatti assegnato ogni 3 anni alternando le quattro regioni linguistiche; è per questo che tra i finalisti non c’erano città romande. Ciò significa anche che, idealmente, una città ticinese potrà essere capitale culturale svizzera nel 2033.
Il progetto “Capitale culturale svizzera” è stato creato nel 2013 da Daniel Rossellat, fondatore del Paléo Festival e sindaco di Nyon. Si ispira all’idea di capitale culturale per come è concepita in molti paesi europei e mira a incoraggiare gli investimenti nella cultura.
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